Consueto

Tutto è già prevedibile
nello spiegarsi uguale delle cose,
così usuale tutto. Non stupiscono
più note geometrie, colori stanchi
i sensi che già sanno
il limite dell’orto
la linea d’orizzonte.
Aspetto, ancora
se mai si mostri a un tratto
una traccia difforme
una bolla che scoppia
una finestra che non c’era
ieri, sulla parete.
Qualcosa che riveli.

Paolo VentiLa strada che non trovo

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