Requiem

di Moralia in lob

Libretto comprato ad un mercato di libri usati per euro 1. Dopo averlo letto ho sorriso, penso che un libro così poteva essere comprato solo ad un mercato del genere.

Un vagabondaggio, un’allucinazione, un commiato dell’autore dal suo mentore (Pessoa) sul palcoscenico di una città (Lisbona) popolata di personaggi alquanto bizzarri, ma pieni di umanità e malinconia. Un viaggio metafisico tra i fantasmi della sua vita, tra piatti della tradizione culinaria portoghese, tra dialoghi strampalati su letteratura, filosofia e meditazioni sulla vita.

Un requiem alquanto insolito, come dichiara lo stesso autore:

Questo Requiem, oltre che una sonata, è anche un sogno, nel corso del quale il mio personaggio si trova ad incontrare vivi e morti sullo stesso piano: persone, cose e luoghi che avevano bisogno forse di un’orazione, un’orazione che il mio personaggio ha saputo fare solo a modo suo: attraverso un romanzo. Ma, prima di tutto, questo è un omaggio ad un paese che io ho adottato e che mi ha adottato a sua volta, ad una gente cui sono piaciuto e che, a sua volta, è piaciuta a me.

Se qualcuno osservasse che questo Requiem non è stato eseguito con la solennità che a  un Requiem si deve, non potrei che essere d’accordo. La verità è tuttavia che ho preferito suonare la mia musica non con un organo, che è uno strumento proprio delle cattedrali, ma con un armonica, che si può tenere in tasca, o con un organetto, che si può portare per strada.

Se qualcuno volesse suonare il personale Requiem della propria vita questo è il libro adatto. Da accompagnare ad un buon bicchiere di vino, ad un piatto a cui si è particolarmente legati dall’infanzia, della buona musica e ad una buona fumata.

Una nebbia in cui perdersi per ritrovarsi, una notte di luna piena per riflettere e dialogare con i propri ricordi, un antidoto contro la frenesia efficientista di oggi. Affascinante.